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Che cos'è
La stitichezza, o stipsi, è una diminuzione della frequenza delle evacuazioni e/o una modificazione qualitativa delle feci, che diventano dure e scarse.
La frequenza della defecazione varia da persona a persona: non è corretto considerarsi stitici solo perché l'intestino non si libera ogni giorno. Una evacuazione ogni 3-4 giorni, così come tre evacuazioni al giorno, può rientrare nella norma se non provoca fastidi.
Come si manifesta
Si distinguono due forme principali di stitichezza: una acuta e una cronica.
La stitichezza acuta è generalmente un disturbo temporaneo che può comparire dopo interventi chirurgici, immobilizzazione, malattie acute o anche dopo lunghi viaggi.
La stitichezza cronica, quando non dipende da altre malattie che devono essere valutate dal medico, è spesso legata a diversi fattori:
Quando le feci restano più a lungo nell'intestino diventano più dure e l'evacuazione può risultare difficile e talvolta dolorosa.
La presenza contemporanea di emorroidi o ragadi può peggiorare ulteriormente il problema.
Quali sono le cause
La modificazione della consistenza delle feci è dovuta soprattutto a una eccessiva perdita di acqua e alla ridotta presenza di fibra alimentare.
Chi soffre di stipsi può avvertire senso di pesantezza, gonfiore e malessere diffuso. In alcuni casi, però, la sensazione di stitichezza è soggettiva, anche in presenza di una funzione intestinale normale.
Cosa si deve fare
Escluse le condizioni in cui la stitichezza è secondaria ad altre malattie, il problema può spesso migliorare correggendo alimentazione e stile di vita.
Se queste misure non bastano, si può ricorrere ai lassativi, ma con attenzione.
Sono da preferire i lassativi di massa a base di fibre vegetali, che aumentano il volume e la morbidezza delle feci. Gli altri lassativi, anche se di origine vegetale, devono essere usati solo per brevi periodi e nelle forme occasionali, perché l'abuso può rendere l'intestino pigro e causare dipendenza.
Quando rivolgersi al medico